mercoledì, 11 novembre 2009
Ferie, ma non vacanze.

Finalmente ho avuto la mia settimana di ferie, che dovevo recuperare dall'estate scorsa.
Però non ho recuperato il viaggetto che avrei dovuto fare se non mi fossi fatta male al piede. Sono rimasta a casa per lavorare un po' alla tesi, a cui non riesco a dare avvio. E poi a Torino c'era la settimana dell'arte contemporanea: un sacco di eventi tutti insieme. Se non abitassi abbastanza vicina, Torino sarebbe stata la meta della mia vacanza perfetta.
Non sono stata esente da incidenti nemmeno questa volta ( e te pareva!) Infatti mercoledì non ho potuto scendere a Torino perchè mi sono sfracellata al suolo scivolando sui cubetti viscidi. Ho ancora male a una mano e un grosso livido sulla gamba. Insomma son rimasta a casa con il ghiaccio. Giovedì sono scesa a fare commissioni e andare per biblioteche, Venerdì idem. Sabato a casa per i soliti malori mensili. Domenica sono tornata giù per finire di vedere quello che mi mancava.
Sintetizzando ho visto: La mostra alla Fondazione Sandretto, Artissima, Share e il museo di scienze naturali e Nuovi arrivi all'Accademia. Più concerti di Giardini di Mirò, Perturbazione e Presente+Marlene kuntz+soap and skin.
Ah, ho anche scritto 5 pagg di tesi... :P
Il tempo è volato e non mi sono riposata per niente. Mi sono evitata una settimana campale al lavoro, ma non torno molto rinvigorita, praticaemtne non ho realmente staccato, mi sembra di essermi fatta solo un fine settimana :(
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domenica, 01 novembre 2009
E non è per passare il tempo...

Prima di andare in ferie, ho chiuso la settimana passata in bellezza.
E mi ci voleva propria. Al lavoro è un massacro. Una persona se n'è andata il mese scorso e ci hanno aggiunto lavoro, ma non vogliono assumere più nessuno. Aggiungere lavoro però si! non so fino a quando pensano di poter andare avanti così. A volte ci troviamo con 3 o 4 persone in mutua SU DODICI!!
La prossima settimana aggiungereanno ancora lavoro. Felice di non essere lì...
Sono riuscita a conquistarmi una settimana di ferie per rimpiazzare quella che non ho potuto fare a giugno ( e nemmeno me la volevano dare). La passerò a casa a studiare e in giro per Torino, dove si prospetta una settimana interessante.
Ma intanto ieri e l'altroieri mi sono depurata di po' di scorie.

"Prendiamoci il nostro spazio", per quanto detto sopra, era il titolo ideale per la mia serata, ma era prima di tutto il titolo della serata dello Spazio211 dedicata alla Libellula Music, un'agenzia di promoting che ha portato a Torino 3 dei suoi artisti. Io ovviamente sono andata per ascoltare uno dei miei gruppi preferiti: i Mambassa!!
La serata è stata aperta dai "Colore perfetto", mai sentiti nominare a cui seguono Marco Notari e i Madam, e almeno lui lo avevo sentito nominare. Mi sono piaciuti, ma non posso esprimere un giudizio  adeguato perchè, come al solito, l'acustica era pessima, per l'abitudine che hanno allo Spazio di tenere columi da stadio per coprire 10 metri quadri di superficie. Ormai il pubblico ascolta da fuori. Quelli che stanno dentro, restano il più lontano possibile dal palco. Non potendo valutare la performance, non ho nemmeno acquistato i cd. Ma fortunatamente all'entrata mi hanno dato il cd omaggio della Libelllula, così posso ascoltare un assaggino dei loro artisti a casa. E il volume dello stereo lo decido io!
Musica a parte, è solo una mia impressione che Notari abbia preso a modello un certo Agnelli? Non so... sarà per l'abbigliamento, per il taglio dei capelli, per come canta...?
Poi arrivano i MAMBASSA!! Fortunatamente il suono migliora un po', forse perchè il pubblico aumenta, molti che stavano fuori  rientrano e lo spazio si riempie. Quando si schierano sul palco guardo il chitarrista a destra e penso "tho, guarda! sembra Ru Catania. Ma figurati di sicuro mi sbaglio..." E invece era proprio lui! Wow!
E' sempre un piacere rivederli e ascoltarli. Presentano di nuovo dei brani inediti, di cui uno è sul cd omaggio. Io spero che adesso si sbrighino con il nuovo CD, perchè dopo un po' di assaggi uno ad un certo punto vuole la torta! Dovrebbe uscire nel 2010. Ok, facciamo entro la Befana?
Sono uno dei migliori gruppi in circolazione, con un pubblico che nel tempo non  ha mai smesso di amarli, e loro sostengono questo seguito affezionato restando sempre ad altissimi livelli.



Filippo Timi @ Teatro Carignano
"Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche", è la frase che simboleggia la totale assenza di contatto con la realtà di Maria Antonietta, poco prima che, molto concretamente, le facessero rotolare la testa in un cesto. Dovrebbe simboleggiare la follia di un principe viziato, ma in realtà l'Amleto di Timi è eccessivamente lucido, l'unico presente a se stesso in mezzo a personaggi che invece si limitano a recitare la loro parte.
E' uno spettacolo sulla tragedia di Amleto, non sulla sua storia, nel senso che il soggetto non è la vicenda di Amleto, ma la sua messa in scena.
E' uno spettacolo che fa divertire un sacco. E' durato poco più di un'ora, ma quando è finito io pensavo fosse passata solo mezz'ora e fosse la fine del primo tempo. Eppure non lo si può definire uno spettacolo comico: è una tragedia,proprio una tragedia. Il riso nasconde il pianto.
La sceneggiatura è stratificata, intrecciando strettamente la storia di Amleto, Filippo stesso e una metariflessione sulla rappresentazione teatra che tiene insieme tutto quanto. Senza quest'ultima non si capirebbero, credo, alcuni personaggi, tipo la pseudo Marilyn (stupenda, al termine ha preso meno applausi solo di Filippo stesso).
Detto in soldoni c'è Amleto che s'è stufato di dover recitare sempre la medesima parte, sa che dovrà morire e fa di tutto per interrompere la tragedia, per non farla andare avanti, per smascherare la rappresentazioone e la sua ineluttabilità piuttosto che la coppia di assassini di suo padre. In questa opera di sviamento si esibisce in una serie di scene esilaranti, totalmente avulse dal contesto. Irresistibile il pappagallo, o quando si mette a ballare davanti ad Ofelia. A tratti esce del tutto dalla rappresentazione per entrare nel teatro come spazio fisico e socaile, quando cerca di convincere Ofelia ad uscire dal suo personaggio per salvarla dalla sua fine scritta. Cerca di farle capire che è solo una rappresentazione teatrale e usa noi con una fare sottile e sicuro mirabile :)
Una diversa, e capovolta, visione dell'idea che la vita stessa è teatro, che siamo tutti attori che recitano una parte, ecc... In questo caso vuole estrarre la vita dal teatro, per liberarsi dalla parte da recitare. O per dimostrar che il teatro è vita, per lui.
A quella di Amleto, Timi lega la propria di storia, a tratti parla di sè, come quando dice dell'impossibilità di amare davvero, proprio nel mezzo del dialogo con Ofelia, oppure quando cerca di iniziare il monologo fatidico. Ma anche nel momento speculare a quest'ultimo, quando celebra il suo riscatto dalla balbuzie che avviene nel teatro, recitando il fatidico monologo a macchinetta. Come una filastrocca, cosa che in effetti è diventato dopo secoli di rappresentazioni sempre identiche.
La tragedia, come genere, è caratterizzata dalla lotta dell'uomo contro un destino segnato, vedi le tragedie greche. In questo caso la lotta è doppia, anzi, tripla: Amleto che va incontro alla morte, Amleto che cerca di scompigliare le carte, Filippo che che fa a pugni con il proprio di destino.

Di Filippo come attore credo di non poter dire quanto dovrei. Magnifico, stupendo, fantastico, grandioso ecc ecc... ? Potrei aggiungere funambolico, pirotecnico, potente.  Mescola la  drammaticità con la comicità fino alla buffoneria (esiste? bho!). Riduttivo parlare di registri, perchè è un susseguirsi di toni e sfumature che sfuggono alle classificazioni. Come il folle troppo saggio Amleto. Pubblico entusiasta, acclamazione finale, da concerto rock più che da teatro, per Filippo.
Ma io a tratti avevo l'impressione che il pubblico ridesse fin troppo, abbagliato dai suoi giochi da buffone, da non cogliere le lacrime che c'erano sotto.



Finito il concerto esco subito per raggiungere Piazza Castello dove potrebbero esserci ancora i Perturbazione. A pochi metri dal teatro sento una voce familiare.  "Tommi !!" E incomincio a correre con un improvviso affanno. C'è gente davanti al palco, ma non mi fermo, devo andare più avanti possibile, finchè c'è uno spazietto mi ci devo infilare. Che bello rivederli e pensare "quanto tempo!" come si fa con i vecchi amici. Purtroppo non cantano le loro canzoni, per cui l'unico momento veramente esaltante è quando fanno "Agosto" e mi posso unire al coro. Sono canzoni dedicate a diverse città, eseguite benissimo, con Tommi davvero bravo. Ad un certo punto sale sul palco Mauro Ermanno Giovanardi, con la sua voce calda e profonda. Poi Cristiano Godano, irriconoscibile senza barba  e con i capelli corti; non sono stata sicura che fosse lui fino a quando non ha iniziato a cantare. Fanno insieme due canzoni dei Marlene. Gran finale con "Walk on the wild side" dove cantano tutti insieme.
In tutto riesco a vedermi 1 ora di concerto, e son proprio contenta. Timi e Perturbazione in un colpo solo. C'è di che sentirsi satolli :)

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categoria:concerti
lunedì, 26 ottobre 2009
La doppia ora

L'ho visto! Ho dovuto andare a Torino, perchè qui nell'oscura e dimenticata provincia arriverà probabilmente l'anno prossimo nella rassegna d'essai... Ma ne valeva la pena. Davvero ben congegnato, costruito su sfumature, particolari, richiami, constrasti... Un film tutto da "sentire", grazie anche all'interpretazione dei due protagonisti. Una originale interpretazione del binomio amore-morte, l'amore che ti fa vivere e ti uccide, anche nello stesso momento. Ho apprezzato molto lo scambiarsi di realtà e finzione/immaginazione, fino a confonderle a sostituirle definitivamente: nel sogno si scopre la verità e nella realtà la si nasconde per non vederla. Complimenti agli sceneggiatori (tra cui ricordiamo e soottolineiamo Stefano Sardo dei Mambassa) per aver realizzato una partitura avvincente, con un susseguirsi di rivolgimenti inaspettati che ti costringono a rielaborare a posteriori e scoprire tanti piccoli disegni tra le maglie della trama.
Ero curiosa di vedere Filippo Timi alle prese con un personaggio così, tutto interiore, costruito sul non-parlare, sul non-esprimersi. La sua storia avviene tutta dentro di lui e la si può solo intuire dal di fuori, mentre quella della protagonista femminile è tutta raccontata. Lei agisce e lui subisce, si lascia tradire, distruggere pur di vivere ancora una volta almeno per un po' grazie a quell'amore sbagliato e illusorio. Sicuramente ci vuole un attore bravissimo per rendere un personaggio fatto solo di sfumature che passano negli occhi o sulle labbra e subito scompaiono, inghiottite dal buio a cui si sono sottratte.
Certo che una Torino più brutta non potevano mostrarla, eh?! solo edilizia popolare, nebbia, smog. Ma così tutti continueranno a pensare che Torino è grigia!  C'era comunque una sorta di tendenza al tinta su tinta in una coesione cromatica coerente, e qui Torino aiuta... :) Comunque colori tenui, sfumature... in constrasto con la durezza delle sperienze emotive dei personaggi.
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categoria:film
lunedì, 19 ottobre 2009

Button e la Brown GP campioni del mondo

E' la vittoria dei mediani, di quelli che non lo avresti mai detto, di quelli che si possono voltare indietro e ridere beffardamente in faccia al destino. La Brown non esisteva alla fine dello scorso campionato, Button era disoccupato e senza alcuna prospettiva di lavoro. Aveva pagato, anni fa, 15 milioni di dollari di penale alla Williams per restare con la Honda, che aveva abbandonato le corse lo scorso anno lasciandolo a piedi. Famoso più per il successo presso il gentilsesso che per le doti di guida, definito da uno scandalizzato Briatore un paracarro dopo le prime vittorie della stagione. Uno che avresti detto che in F1 ci stava per fare la coreografia intorno ai grandi.
La Brown è la creatura di quel geniaccio di Ross Brown. La Ferrari non lo aveva voluto fare Team Manager e lui se n'era andato a pescare per un anno, salvo tornare e prendere le redini della honda e poi tutto quello che di questa rimaneva e farne una squadra vincente. Onore ai giapponesi l'avergli dato tutto quello che potevano purchè tenesse in piedi la squadra e non lasciasse sul lastrico tutti quelli che ci lavoravano. Ma soprattutto per non sprecare tutto il lavoro fatto l'anno scorso per la nuova vettura.

Nello sport tutti osannano i grandi campioni, le leggende, i superuomini. In F1 hanno vinto i ballerini di fila. Tanti elementi hanno condizionato il risultato, a partire dalla scorrettezza della FIA... Però è bello vedere dei nomi nuovi là davanti, vedere quel giovanotto inglese impazzire di gioia, per un titolo che non è vissuto come qualcosa di dovuto, di scontato, ma di guadagnato, il premio a una vita intera e non solo al lavoro di un anno.
II grandi campioni ti fanno sognare, i Button pemrettono di identificarsi, ciascuno con la propria traiettoria sbilenca, i vivoli ciechi, le sbandate. E poi la luce, quano meno te lo aspetti.

EVVIVA I CAMPIONI!

 

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categoria:f1
domenica, 11 ottobre 2009
Insostituibile



Auguri Max!
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categoria:concerti
giovedì, 08 ottobre 2009

Venezia - parte prima

La PARTENZA è stata alquanto problematica. Ancora una volta il destino baro ci si è messo di mezzo ed ha fatto di tutto per non farmi partire. Mi sono beccata l’influenza pochi giorni prima. Martedì vado dal dottore con tosse, maldigola, raffreddore, un inizio di febbre, un ascesso dolorosissimo,debolezza generale e e giorni e mezzo per guarire completamente. Per riuscire nell’impresa mi prescrive direttamente antibiotici, cosa che normalmente non fa per un’influenza, ovviamente, più un collutorio per la gola. Il dentista mi dà un altro collutorio per l’ascesso. Io mi prescrive un ricostituente per stre in piedi con tutti quei malanni e medicine. Parto per Venezia alle 6 del mattino di venerdì con la mia farmacia ambulante.

 

Il VIAGGIO viene funestato da uno tra gli eventi peggiori che mi potessero capitare: l’I-Pod cimito appena partita da Chiasso. Ho già parlato male di sta schifezza di I-Pod? Potrei andare avanti per giorni, ma basti dire che quel fenomeno di I-Pod Touch, venduto a più di 200 euro si è cancellato tutte le canzoni. Smagnetizzato? Un aggeggio da 200 euro senza uno straccio di schermatura che qualunque lettore da 2  euro avrebbe. Rendo l’idea? Ore e ore per metterci su le canzoni, e mi sono ritrovata con un pezzo di plastico inutile. Il prossimo viaggio lo organizzo alla sede centrale della Apple e lo rompo in testa al responsabile della Divisione “lettori mp3 per idioti”. Mi consola (magramente) il fatto che io non l’ho comprato, bensì vinto. L’unica cosa che abbia mai vinto in vita mia, perché se uno è sfigato, lo è pure quando vince qualcosa…

 

ARRIVATA a Venezia io e qualche centinaio di diavoletti appesi ai miei capelli andiamo a cercare lo sportello Hallo Venezia per comprare i biglietti dei concerti, trascinandomi Bonnie su e giù per i ponti. Quando finalmente lo raggiungo, dopo mezz’ora di attesa di un’impiegata, dopo altri 15 minuti di attesa che l’impiegata medesima si raccapezzi vengo a sapere che: il biglietto per il concerto di quella sera non me lo possono vendere e quello del giorno dopo è esaurito. Quando esco di lì i diavoletti hanno proliferato come conigli, Bonnie pesa ancora di più, i ponti sono più alti e io mi avvio verso l’albergo quasi con le lacrime agli occhi pensando solo “voglio tornare a casa!!!”.

Arrivo all’albergo che già penso male pure di quello prima ancora di averlo visto, perché, ovviamente, non può essere finita lì… Il posto è carino, ma a me è stata data la camera più scrausa che c’è. Probabilmente ricavata da un terrazzino, mezza minestra che si apre solo a metà, buia, con il bagno che è quasi all’aperto e che si rivelerà pure affollato. Non mi ci soffermo troppo (che è meglio) ed esco subito per raggiungere l’Arsenale.

 

Il PERCORSO l’ho studiato a tavolino, ma non esistono cartine esaurienti di Venezia ed ogni itinerario si trasforma in una esplorazione di terre sconosciute. Tutto sommato all’andata mi va di fortuna. Al ritorno mi perdo dopo 500 metri. Poi me lo studierò molto meglio e tornerò preparata. Al sabato sapevo la strada a memoria, e per strada intendo un coacervo di 2 calli e callette e una dozzina di campielli fantasiosamente connessi tra loro.

 

Arrivata all’ARSENALE cambia la prospettiva: per il concerto di quella sera vendono il biglietto all’interno a meno della metà, per quello della sera successiva un’addetta alla biglietteria mi fa avere con grande sollecitudine un biglietto, pago quello della Biennale come universitaria.

Lascio a terra uno stuolo di diavoletti disoccupati e mi fiondo dentro l’Arsenale.

L’avventura può, finalmente, avere inizio.

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categoria:mostre, concerti, report
mercoledì, 30 settembre 2009
FINALMENTEEE!!!

E' ufficiale:

Maranello, 30 settembre 2009 - La Scuderia Ferrari Marlboro comunica di aver raggiunto un accordo di collaborazione tecnico-agonistica con il pilota Fernando Alonso. L’accordo sarà valido per tre stagioni sportive, a partire dal 2010.

FERNANDO ALONSO PILOTA FERRARI!!!

Dall'anno prossimo, per almeno 3 anni, il pilota più forte al mondo correra con il Cavallino Rampante.
Alla facciaccia di Todt che fece di tutto per lasciarlo fuori, di Mosley che si è messo in mezzo.
Credo che mai ingaggio di un pilota fu più desiderato e sofferto. Si sono mossi squadre sponsor e tanti uomini per realizzare il sogno di un piolota e anche di tutti gli appassionati. Finalmente il pilota migliore guiderà una delle auto migliori e ci farà sognare. Per giunta uno spagnolo, latino come la squadra, che non avrà problemi di lingua :) Un uomo dalla personalità unica, che spicca su tutti i colleghi per carattere e lucidità, oltre che per bravura al volante; che sa mettere sotto pressione un'intera squadra, ma anche di alimentare la fiducia più totale in lui.
E almeno la mia schizofrenia è scongiurata. Dall'anno prossimo si tifa per uno solo!!

E dall'anno prossimo l'immensa e ineguagliata tifoseria Ferrari si tingerà di una sfumatura nuova, accogliendo tra le proprie fila la MAREA AZùL, la tifoseria di Alonso, del colere delle Asturie. Una tifoseria appassionata come poche, attaccata al suo idolo al di là di tutto, che lo festeggiò come se avesse vinto un titolo dopo l'anno disatroso alla McLaren.

Ben arrivato Nando, era ora!
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categoria:f1
venerdì, 25 settembre 2009
Amici di Piero 2009

E qui è tutta un’altra storia, non si lavora certo di cesello sui suoni, ma si dà giù pesante di chitarre bassi e batterie.

Aprono o Dotvibes con il loro reggae. Veramente brava la cantante. Sarà che io non sono abituata a sentire voci femminili cantare questo genere, ma lei sembrava perfetta: nella ritmica, nel timbro, che qui fa tanto. Sono giovani, ma fanno sul serio, la band è completa di fiati e suona solida e ben amalgamata.


Seguono i Kutfaces, già sentiti a Druento. Arrabbiati finchè vuole Mungo, ma secondo me non arrivano. Hanno tempo per farsi, per imparare a “parlare” al pubblico, ma per ora sembrano una copia rimpicciolita al 10% dei Linea. Poi nei loro brani i testi avrebbero una grande importanza, ma non si capisce una sola parola. E quando nessuno sa cosa stai dicendo, è un grosso limite.

Poi viene la Soulful orchestra. Non li avevo mai sentiti prima, ma sono qualcosa di carino. Da intrattenimento senza grandi pretese. Bravi, la cantante ha una bella voce, ma sopratutto cantano degli standard da presa sicura sul pubblico.


Quindi salgono sul palco i Wah Companion. I brani di per sé non li trovo eccezionali, ma quando Ru ci da dentro con la chitarra è un grande. Potrebbe non cantare nemmeno, solo suonare con quelle ditine magiche.


E poi si fa sul serio. Il gruppo che attendevo di più, insieme ai Subsonica, che però non ci sono. Quindi sono le mie guest stars personali: i Medusa!! Dopo 5 anni hanno fatto uscire un nuovo CD, l'anno scorso avevano presentato qualcosina in anteprima, ma adesso fanno sul serio. Eccome se fanno sul serio. Sono grandiosi! “I musicisti hanno le facce tristi” con due chitarre invece di due bassi è strepitosa, sopratutto la parte strumentale. Poi “Torino in vetrina” è il non plus ultra.

I Medusa son tornati, signori!.

 



Dopodichè, le botte da sonore diventano fisiche: arrivano i Linea 77. Attesi, desiderati, acclamati. La gente è lì per loro. E si rivela quanto inutili siano le transenne, quest'anno comparse per la prima volta: non reggono. Un nutrita truppa di amici di Piero, quelli storici, si piazza dall'altra parte a reggerle e spingerle in avanti. Io cerco di tenermici, ma certo che non mi rendono le cose facili. Ad un certo punto mi ritrovo un tizo sulla testa senza capire dove diavolo vuole andare. La cosa divertente è che i ragazzi-barriera sono fan dei Linea, per cui reggono le transenne dondolando a ritmo di musica ed ogni tanto battono pure le mani! :) Comunque a tratti, quando non sono troppo concentrata a salvaguardare la mia incolumità, riesco a saltare pure io. Terminata la loro performance, mando un sms a Roberta, che, insieme a Betta, mi vedeva dall'altro: “ sono ancora viva”.

 

 

E vorrei far notare che, NONOSTANTE TUTTO, ho anche fatto una foto abbastanza ferma... :)


Dopo sto putiferio ci si calma decisamente con gli El Tres, che variano un po' il loro repertorio solito con ghest stars. Prima di tutto Gipo Farassino. E' la prima volta che viene in mezzo agli amici di sua figlia, nella serata anche a lei dedicata, e canta per loro. Tra l'altro una canzone che fa “avere un amico vuol dire sentirsi qualcuno”. Tra l'altro, gran tecnica e classe, un Cantante d'altri tempi. Chapeau (ho messo tutte le vocali?). Poi sale sul palco il cantante degli Amici di Soledad, che viene, per finire, raggiunto anche da Samuel. Chiamandolo sul palco dicono di lui “è uno molto timido, non è mai stato su un palco...”

 

 


Quindi sale sul palco Luca Morino con la solita nutrita truppa. Vedendo il batterista degli Stearica issato  dietro ai tamburi penso “ma suona ANCHE nei Mau Mau???!” Però non sono i Mau Mau, è un super-gruppo che si presenta con un brano lunghissimo. Peccato che per la maggior parte del tempo Davide si limiti a fare cic cic sui piatti, laciando spazio alle percussioni di Miccolis ed all'incastro degli altri strumenti, perhè il pezzo, pur bello ed evocatvo con i suoi suoni “word music”, decolla solo quando lui ci da dentro con le bacchette.


Il gran finale è assegnato a Giuliano Palma and the Bluebeaters, che fanno ballare tutta la platea. E che platea! A quel punto decido di abbandonare la prima fila ed andare a godermi la consumazione inclusa nel biglietto di ingresso, e si rivela impresa più difficile del previsto: c'è un sacco di gente, pigiata fin sotto la tettoia che copre bar e casse. Fortunatamente non c'è coda. Con il mio succo in mano (niente Red Bull!!??) mi guardo attorno con calma: è tutto strapienissimo. C'è gente che balla fino in cima alle scale che portano all'uscita. Le terrazze sono strapiene, la gente è in piedi sulle panche. Un catino ricolmo di teste e braccia che ballano.

Giuliano Palama sio fa raggiungere da Samuel con cui cantano un brano inedito di questi arraggiato dai Bluebeaters. Poi gran finale in stile “tutti sul palco!”



E' finito un po' prima del previsto, ma andava anche bene, visto che poi ci siamo fermati a chiacchierare.
Ho anche scambiato due parole con una ragazza dell'Associazione Artisti Aquilani. Sono artisti di strada che si impegnano per portare un po' di allegria ai bimbi dei "campi profughi" delle zone terremotate. Sfuggire all'intasamento della propaganda di stato parlando con chi sul posto ci vive è un'esigenza.
La serata aveva l'intento di raccogliere fondi per loro e per l'Associazione Caterina Farassino e l'Unione Genitori Italiani.

Bellissima serata come sempre. Anche se mancavano i Subsonica, l'affluenza è stata alta (eravamo arrivati a contare 12 milioni, vero Mungo?) e l'entusiasmo anche. E il clima da "amici" e da concerto fatto in casa, ma con l'ompegno e la qualità di un concerto con tutti i crismi ne fanno qualcosa di unico. E' un po' la festa della musica torinese, anche se non tutta, ovviamente. E un ricordarsi che "Torino è la mia città"... almeno 300 volte: grazie, non sono di Torino, ma va bene lo stesso! :)
E' bello esserci, è bello farne parte, è bello anche solo respirarne l'aria.

E' bello vedere che c'è gente che fa musica così, è bello vedere che c'è gente che si vive la musica così.

All'anno prossimo.
Effimera_mente postato alle ore 18:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:concerti
venerdì, 25 settembre 2009

Un po' di concerti


18/09 Keiji Haino allo Spazio211.

Intanto bisogna prendere nota del fatto che un concerto allo Spazio è iniziato perfino prima delle 22.30. Ovvero: per una volta che me la prendo comoda, arrivo a concerto iniziato.

Ho anche faticato a trovare parcheggio. Eppure dentro di gente non ce n'era tantissima. E si capisce perché: il rumore era talmente forte e fastidioso, che la gente ascoltava da fuori! Appena si abbassava un po' si avvicinavano e si riempiva tutto lo spazio, come si ri-alzava, via tutti :D

La mia amica infatti ad un certo punto si è seduta in disparte rassegnata. Alla fine, quando è stato evidente che non ci sarebbe stato bis, le è pure scappato un "evviva!"

Difficile da descrivere, ma insomma: un gran casino. Però con un suo fascino, perché era viscerale, suono puro. Una valanga di suono, ma con un suo perché. Non è uno che cerca di suonare e fa solo casino, per interderci. 

Ok. L’avevano scritto da tutte le parti. Ascoltatore avvisato, mezzo salvato. Quindi se ho dimenticato a casa i tappi per le orecchie è perché non c’ho testa e peggio per me.

Però mi permetterei di dire che forse “rumore” è un pelo riduttivo per definire quello tsunami che ti travolge appena il tizio tocca la chitarra. Lo definirei  fracasso bestiale, ma saprebbe di casuale, mentre in quello che fa Haino si percepisce la costruzione, l’elaborazione del suono, l’atto calcolato di farlo uscire e dirigerlo. Sembra che lo tiri fuori direttamente dallo stomaco, piegato in due sullo strumenti, con i capelli che nascondono il volto e… gli occhiali da sole!? Ma era buio!


 

 


 

22/09 Current 93 + Jackshaw al Teatro Alfieri.

Intanto bisogna prendere nota del fatto che questo è stato l'unico concerto in cui non è stato fornito il programma, nemmeno a pagamento. E all'ingresso una coda bestiale perché quelli che dovevano cambiare il biglietto preso su internet intasavano tutto lo spazio, e nessuno che mettesse un po' d'ordine e permettesse di entrare a quelli che il biglietto lo avevano già. Insomma, per quanto mi riguarda: Teatro Alfieri insufficiente in Organizzazione. In compenso ho trovato una bella truppa di amici che non vedevo da un sacco, tutti casualmente al medesimo concerto :)

Inizia James Blackshaw con la sua chitarra acustica; due lunghi brani strumentali carichi di atmosfera e gran sfoggio di perizia. Subito rimango affascinata dal suono, bellissimo, limpido, di una vibratilità toccante. Una pura goduria per le orecchie. Mi sa che il teatro fa la differenza, un’acustica così non si trova in un locale da musica rock.

Il concerto dei Current complessivamente non mi ha esaltato. Perché è il complesso che stanca, pur essendo composto di pezzi di bravura, inserti strumentali in sé molto belli (baby Dee a piano  e organo), gran bravura e affiatamento di tutti. E’ il tono complessivo, ripetitivo, petulante e pesante che soffoca la bellezza della musica: il declamare profetico di David Tibet; cambiava i toni, ci metteva tanta drammaticità, ma alla fine era sempre la stessa formula ripetuta ossessivamente. Per esempio il batterista era magari pure bravo, ma la cadenza era sempre la stessa, quel cadere grave che bloccava ogni sviluppo. I testi, mi pare, parlano tutti di sto Aleph: Aleph di qua, Aleph di là. S’è capito che sei amico dell’Aleph, ma tiratela anche meno! J

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categoria:concerti
martedì, 22 settembre 2009

Bye bye Briatore

visto che mi stuzzicate...

Leggendo la biografia di Flavio Briatore, che adesso viene ampiamente divulgata, c'è da provare un pelo di ribrezzo. Praticamente un maneggione che ha messo diverse volte le mani nel torbido.
Io lo conosco come team manager della Benetton prima e della Renault poi ed è un eccellente team manager, uno che ha saputo creare un modo di lavorare, che ha tirato su una squadrta dal niente, ha portato in F1 un approccio nuovo, fresco, divertente. In poco tempo è diventato uno dei team manager più influenti, abilissimo nelle pubbliche relazioni, per i giornalisti era una manna, disponibile, sempre professionale, ma alla mano. Ha scoperto i due più grandi piloti del dopo Senna, ha vinto 4 titoli mondiali in poco tempo contro le grandi squadre.
Chiedere ad un proprio pilota di provocre un incidente per favorire l'altro è un colpo basso, senza dubbio, soprattutto in una F1 dove è perfino proibito chiedere ad un pilota di farsi superare dall'altro anche se in ballo c'è un titolo mondiale (ma continuano a farlo tutti...). Però mi sembra una cosa davvero strampalata: pensare di poter chiudere una gara al 14 giro... Alla prova dei fatti non c'è nulla che permetta di sostenerlo. Briatore è stato condannato senza prove e sulla sulla base della delazione di un pilotastro frustrato e vendicativo.
Ma chi è quest'individuo che ha distrutto uno dei personaggi più influenti e brillanti della F1? E' un figlio di papà, che ha sempre e solo corso perchè il paparino gli costruiva le squadre apposta per farlo correre, perchè altrimenti non se lo prendeva nessuno. E' arrivato in F1 solo grazie al nome e a qualeche raccomandazione. Non è riuscito a fare niente, ma nemmeno a dimostrare di aver voglia di fare qualcosa. Pensava di poter restare lì fino alla pensione solo perchè era lui.
Ho sempre ammirato Nelson Piquet senior, era uno dei miei preferiti, ma ora mi è scaduto talmente in basso... E' lui che ha pilotato il figlio e che probabilmente gli ha suggerito di fare l'incidente per poter poi ricattare Briatore.
MA il personaggio peggiore è Max Mosley, che usa la FIA a scopi personali e con mezzi mafiosi. Ha dato l'immunità all'autore materiale del fatto pur di poter incastrare un suo nemico personale. Il prossimo obiettivo pare che sia la Ferrari. Prima di andarsene vuole distruggere completamente la F1 secondo il motto "o con me o con nessuno". Sembra Mastro don Gesualdo che ammazza le galline nell'aia quando sa che deve morire. 
Mosley passerà alla storia come il peggior personaggio della F1 di tutti i tempi e Nelsinho Piquet la F1 se la potrà scordare. E la F1 dovrà cercare di tirare avanti ancora una volta, nonostante loro.

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